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Pulcini arruffati: come si diventa dei cigni.

Ci sono momenti in cui iniziamo un nuovo tratto di strada, e per quanto possiamo essere adulti, preparati e temprati dall’esperienza, qualcosa in noi assomiglia a un pulcino arruffato. Arruffato non solo di piume, ma di pensieri, di emozioni e di aspettative aggrovigliate. E ci sono pulcini più arruffati di altri, non per fragilità, ma per lo sforzo che serve a sciogliere quello che, nel tempo, si è stretto troppo forte. 

Il mestiere del mentore è un mestiere particolare, delicato ed evolutivo. Richiede una forma d’amore che non crea dipendenza, ma garantisce presenza, richiede sguardo lucido, empatia senza dissolvimento, stabilità nella risonanza e una fermezza che sa dosarsi tra attesa e spinta. 

Quando si accompagna qualcuno a diventare la versione migliore di sé, è necessaria una dedizione totale perché si ha a che fare con la parte più preziosa della persona: i suoi sogni, i suoi timori e il suo potenziale nascosto. Chi sceglie di fare la guida esperta, sovente, ha una bussola interiore che punta dritta al potenziale altrui, verso ciò che è meno evidente e spesso ancora sopito. Si lavora con persone diversissime, con sistemi valoriali incoerenti tra loro, con storie educative disomogenee, e con abilità di vita che si sono sviluppate a scatti, tra salti e cadute. 

Con un singolo, è tutto più semplice perchè si ha la possibilità di ascoltare profondamente, osservare, mappare e capire come costruire una connessione tra ciò che c’è e ciò che può essere, si può avere il tempo di comprendere come favorire il riorganizzarsi di una struttura retta su tutti i tipi d’intelligenza: emotiva, sociale, cognitiva, interpersonale e intrapersonale etc…. Chi è accompagnato anela a una giuntura fatta di micro-passaggi, micro-sguardi, micro-gesti nella speranza di intravedere lo spazio per un ponte da costruire sul fiume della propria vita. 

Chi cresce, subisce degli scossoni e, nelle orecchie, sente un suono fastidioso: “Non ce la farò mai. Gli altri si aspettano troppo. Gli altri non capiscono ciò di cui ho bisogno.”

Talvolta, nemmeno chi vuole evolvere sa cosa desidera davvero e a quale obiettivo puntare, ma sicuramente sente un bisogno, e lo sente forte. Il corpo lo sa e l’anima lo urla. Il problema è che, se non impariamo a dare un nome al bisogno, non possiamo prendercene cura. E se non ci prendiamo cura di ciò di cui abbiamo bisogno, come possiamo chiedere davvero un aiuto? Ecco allora che la guida esperta è chiamata a decifrare segnali discordanti: un giorno riceve apertura e un altro chiusura, un momento vede entusiasmo mentre un altro opposizione, un giorno fiducia e un altro una fuga diffidente. Naturalmente, non si può leggere tutto alla lettera, occorre setacciare l’oro dalla polvere, perché ogni persona è oro e merita di brillare; ma se nell’oro resta troppa sabbia, il suo valore rimane nascosto.

Una guida, pertanto, non può avere fretta, deve rispettare i tempi, i cicli, le pause e le fatiche di chi sta cambiando il proprio percorso. Deve accettare che ciò che sembra un insuccesso, molto spesso, è solo un momento di transizione, un’ansa del fiume dove la corrente rallenta e il viandante si ferma per riprendere fiato. Talvolta ci si rammamrica e si pensa: “Ho fallito con quella persona.” E poi, mesi dopo, anni dopo, si scopre che quel seme stava solo cercando la sua stagione per fiorire. La ribellione e l’opposizione, non vanno soffocate né respinte, ma vanno ascoltate, comprese e riorientate. Una buona guida non cambia meta, ma aggiusta le sfumature del percorso, ritarando i colori, i ritmi e la spinta. A volte è tempo di dire: “Riposa”, altre volte gridare: “Ora alzati! Continua. Fidati e Prosegui!”

In tutto questo, chi guida deve imparare a oscillare, a restare nel dubbio senza mollare la fiducia. 

Come ci insegna il diritto romano, in dubio pro reo, e in questo caso, nel dubbio, a favore di chi cresce. Sempre. Perché se dentro la guida si insinua il pensiero “forse non ce la farà”, allora quel pensiero scivolerà, silenzioso ma potente, dentro chi è guidato e gli toglierà l’ultima energia che sostiene il cambiamento. 

Guidare significa anche essere scomodi, quando serve. Essere la voce che invita a scegliere, a fermarsi o a rilanciarsi. 

Ci sono percorsi che iniziano per scelta mentre altri per necessità. Una guida esperta sa quando è il momento di tenere fermo il timone, soprattutto quando le rapide sembrano ingestibili. Mentre si guida è possibile perdere momentaneamente la rotta, ma è doveroso accorgersi in tempo, cercare strumenti migliori per rioronetarsi, fermarsi a riflettere e, talvolta, chiedere aiuto. Io stessa, in tanti anni di formazione, ho sentito più volte la fatica del ruolo, ma è proprio in quella fatica che si cresce nella professionalità. È lì che si affina la presenza, ed è lì che si diventa guida, non solo di qualcuno, ma anche di sé stessi. Guidare significa rinegoziare costantemente le posizioni, tenere chiaro il patto iniziale e lasciare che, con il tempo, evolva in profondità. Significa far emergere, ogni giorno, la responsabilità reciproca, poiché tutti siamo, sempre, in perenne cammino.

Oggi, viviamo un’epoca di iperconnessione e di potenti illusioni. Tutto sembra possibile, ma poco sembra davvero realizzabile, tutto è veloce e tutto sembra imminente. Tutto sembra a portata di click, eppure nulla si raggiunge senza un percorso, senza l’impegno e senza la fatica del viaggio. In un tempo così, la guida esperta assume un ruolo ancora più incisivo, perché è proprio quando tutto è confuso all’orizzonte che si ha più bisogno di una mano ferma, scarpe comode e buone lenti per vedere lontano. 

Siamo tutti, in fondo, un po’ guide e un po’ pulcini arruffati. Ogni volta che ricominciamo, ogni volta che proviamo a evolvere, ogni volta che ci diamo il permesso di spiccare il volo. Non importa che si abbia 15 o 60 anni, se si sta scegliendo di evolvere, si merita di trovare una guida che sappia scorgere ciò che, da soli, ancora non si riesce a vedere. 

Cerca la tua guida, lei è lì che ti aspetta pronta a camminare accanto a te nel tratto che sceglierai. Pronta ad accendere un’altra luce. Buona ricerca.